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NUOVA TANGENTOPOLI: INCHIESTE IN AUMENTO, LA POLITICA SI DIFENDE (PUNTO)

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In corso NUOVA TANGENTOPOLI: INCHIESTE IN AUMENTO, LA POLITICA SI DIFENDE (PUNTO)

Messaggio Da Antonio il Mer Feb 17, 2010 11:54 am

(ASCA) - Roma, 17 feb - ''No, io non vedo una nuova Tangentopoli'', ha detto ieri Umberto Bossi. Il leader della Lega e ministro per le Riforme e' convinto che la gravita' della crisi economica non possa permettere il dilagare di tangenti in nome di nuove commistioni tra affari e politica: ''Dove li trovano i soldi gli imprenditori?''.

Diversa la posizione di Gianfranco Fini: ''Il malaffare in politica esiste ancora ma non trovo molto convincente chi sostiene che oggi siamo, piu' o meno, nelle stesse condizioni dell'epoca di Tangentopoli''. Il presidente della Camera ha una sua tesi: ''Chi rubava allora lo faceva dicendo che i soldi servivano alla politica e ai partiti, per pagare le spese enormi di un apparato mastodontico. Ora chi ruba non lo fa per il partito ma solo perche' e' un ladro''.

Malgrado le autorevoli prese di posizione che tendono a ridimensionare il fenomeno, nei corridoi di Camera e Senato non si parla d'altro. L'arresto di Milko Pennisi, Pdl, ex presidente della Commissione urbanistica del Comune di Milano, accusato di concussione in flagranza di reato, e' stato il primo segnale di un fenomeno che sta riemergendo.

Pennisi ha del resto confermato il tentativo di corruzione da parte dell'imprenditore che gli ha consegnato la tangente incriminata: ''Io lo ringraziai pensando al fatto che la politica ha dei costi e che si andava incontro a una campagna elettorale''.

Di caso isolato ha subito parlato il sindaco Letizia Moratti: ''L'episodio che ha coinvolto Pennisi e' un fatto estremamente grave. Milano pero' e' una grande citta' e non accetta di essere identificata con modelli negativi''. Ma poi sono arrivate le inchieste piu' recenti sui lavori per le opere che avrebbero dovuto ospitare il G8 a La Maddalena che hanno coinvolto il capo della Protezione civile Guido Berlolaso. Poi ancora gli avvisi di garanzia a Denis Verdini (tra i coordinatori nazionali del Pdl), l'interrogatorio al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Altero Matteoli. Altre inchieste potrebbero coinvolgere amministratori e leader del centrosinistra a Firenze.

Ci sono inoltre episodi minori meno eclatanti ma altrettanto indicatori del riemergere del rapporto perverso tra affari e politica. Resta agli arresti domiciliari Renzo Masoero, ex presidente della Provincia di Vercelli (accusa concussione), mentre Pier Gianni Prosperini, ex assessore al Turismo in Lombardia, e' da settimane agli arresti nel carcere di Voghera (con le accuse di corruzione, turbativa d'asta e truffa).

Ieri sera si e' appreso che restano in carcere anche gli arrestati per l'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi.

Lo ha deciso il gip di Firenze Rosario Lupo, respingendo le richieste di revoca delle misure cautelari. La richiesta di revoca era stata presentata dalle difese di Angelo Balducci, Diego Anemone, Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis.

A dimostrazione del furore e del vociferare delle inchieste, Walter Veltroni ha diffuso un comunicato per difendersi dalle voci che lo vorrebbero indagato: ''Leggo su alcuni giornali cose del tutto fuori dalla realta'. Per essere chiari non ho mai, come ha nettamente dichiarato l'ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici, esercitato alcun tipo di pressione, ne' su di lui ne' su altri, per qualsivoglia gara o concorso''. L'ex segretario del Pd si riferisce alla gara di appalto per la costruzione del nuovo Teatro della Musica di Firenze.

E' ripresa, come avviene in questi casi, pure la pubblicazione sui giornali di varie intercettazioni telefoniche. ''La Repubblica'' ha dato in particolare rilievo a quelle che riguardano il ruolo di due parenti: Francesco Piermarini, cognato di Guido Bertolaso, e Paolo Palombelli, fratello di Barbara e cognato di Francesco Rutelli.

Difficile dunque, per quantita' delle inchieste e ramificazioni dei rapporti tra politica e affari, non parlare del pericolo di una nuova Tangentopoli. Ecco cosi' che si e' diffusa l'indiscrezione su dettagliati dossier che sarebbero stati stilati da alcuni consiglieri del premier Silvio Berlusconi sulle inchieste giudiziarie in corso e su quelle su cui si vocifera. La maggiore preoccupazione del presidente del Consiglio e' che l'offensiva giudiziaria possa avere effetti negativi sui risultati di Pdl e Lega nelle prossime elezioni regionali di fine marzo.

Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, avanza una ipotesi: ''Non so se siamo di fronte a una nuova Tangentopoli. Di certo questo paese rischia il collasso, ci sono troppi episodi, troppe disattenzioni''. L'esponente del Pd si dice convinta che ''oggi non bisogna ripetere l'errore del 1992, quando ci si divise fra chi difendeva i magistrati e chi no''.

Una opinione precisa ce l'ha anche il senatore Gerardo D'Ambrosio, Pd, ex capo della Procura di Milano durante Tangentopoli: ''Con Mani pulite ci fu una reazione popolare cosi' forte da indurre il potere politico a non delegittimare l'opera della magistratura. Ora e' diverso: ci troviamo in un momento in cui la gente e' indifferente, manca l'indignazione''. Per D'Ambrosio, a differenza del 1992, ''il potere politico e' ben determinato a cercare di limitare i poteri della magistratura e a delegittimarla in ogni occasione''.

Altri due dati colpiscono di questa possibile nuova Tangentopoli: la concentrazione delle inchieste giudiziarie nel centro nord, il rispetto per il lavoro dei magistrati che in questa occasione non sono accusati di essere di parte.

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